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L’Istituto Fiaba, costituitosi nel 1971, nasce dall’intraprendenza della sua fondatrice la quale, per rispondere alle richieste di alcune famiglie già a conoscenza del progetto pedagogico portato avanti dalla stessa, avvierà la prima cellula della scuola. Da qui si assiste, da oltre quarant’anni, ad una crescita esponenziale dell’Istituto, tale grazie alla rinnovata fiducia di un’utenza attenta ed esigente che sempre più numerosa richiede al Fiaba un servizio educativo serio e di qualità, adeguato alle esigenze dei bambini del terzo millennio.

La varietà delle attività proposte segna l’impronta di una scuola tutta orientata alla didattica ed al sereno sviluppo dei bambini in un ambiente piacevole e stimolante.
 

Territorio
L’Istituto Fiaba opera a Palermo su due plessi siti rispettivamente in Viale Croce Rossa 131 e Via Eduardo Calandra 12 situati nella zona di confine fra i quartieri Libertà e San Lorenzo. Va precisato comunque che gli alunni iscritti provengono da quasi tutte le zone della città, ciò testimonia una scelta di qualità più che di opportunità logistica.

La popolazione sociale è costituita sia da lavoratori autonomi che da lavoratori dipendenti. In parecchi nuclei familiari i genitori lavorano entrambi.


 

 
  PROGETTO EDUCATIVO
 
 
Il Bambino della nostra Scuola
L’analisi dei bisogni formativi degli alunni nel nostro territorio è stata effettuata dai Collegi dei Docenti riflettendo sulla quotidianità dell’esperienza nelle nostre scuole.

L’analisi condotta dalle insegnanti permette di porre in particolare rilievo i seguenti bisogni formativi degli alunni:
  • di essere ascoltati;
  • di essere riconosciuti come individui,con la valorizzazione del loro saper fare,delle loro caratteristiche e della loro storia;
  • di essere accettati per come sono, senza doversi necessariamente misurare con modelli precostituiti;
  • di trovare un clima relazionale sereno, intenso e positivo;
  • di sperimentarsi nella relazione con l’altro attraverso vissuti che favoriscano il confronto e la condivisione;
  • di trovare nell’adulto una figura di mediazione che li aiuti nella scoperta e nell’interazione con l’ambiente;
  • di rafforzare la stima di sé, la fiducia nelle proprie capacità di apprendere;
  • di percepire i percorsi didattici ed educativi proposti dalla scuola come significativi rispetto alla loro rappresentazione della realtà e rispettosi dei loro tempi e dei loro modo di apprendimento;
  • di confrontarsi con i limiti posti dal contesto e con la loro capacità di applicazione, imparando a costruire le condizioni necessarie per il raggiungimento della gratificazione.
 
Situazioni di disagio rilevate nella nostra realtà
Si osserva un processo graduale, ma costante,di trasformazione delle caratteristiche psicologiche degli alunni, in particolare all’ingresso della scuola primaria. I bambini sono esposti ad una notevole quantità di stimolazioni, hanno a disposizione molti giocattoli e beni di vario tipo ma rivelano una notevole fragilità che si traduce spesso in condizioni di disagio, su due versanti:
  • della relazione, con la tendenza a riproporre atteggiamenti e comportamenti imitativi tratti da modelli esterni. Questi comportamenti, proprio perché non autentici, limitano la comunicazione, la conoscenza reciproca e la collaborazione;
  • della maturazione emotiva ed in particolare della capacità di saper rinviare la gratificazione accettando l’ansietà che può nascere dallo svolgere attività non immediatamente connesse ad un risultato. Gli effetti di questa condizione del bambino spesso sono interpretati in modo riduttivo come superficialità e carenza di impegno.
Queste osservazioni costituiscono un punto di riferimento essenziale che la scuola utilizza per definire il proprio ruolo educativo e le caratteristiche del rapporto che intende stabilire con gli alunni.
 

La Scuola dunque si impegna a:

1. Rispettare il bambino come persona nella sua globalità e unicità:
  • preoccupandosi del suo benessere fisico;
  • rispettando la sua emotività, la sua personalità, le sostiene e ne favorisce l’evoluzione;
  • promovendo il rafforzamento dell’identità personale;
  • incentivando lo sviluppo dell’autonomia personale.
2. Favorire la comunicazione e la relazione:
  • predisponendo situazioni strutturate di ascolto,confronto e scambio;
  • individuando nei laboratori espressivi un settore indispensabile del proprio progetto educativo;
  • riconoscendo la validità del lavoro di gruppo, della cooperazione e del tutor tra pari;
  • valorizzando il gioco come dimensione specifica dell’infanzia.
3. Promuovere e sostenere la costruzione delle conoscenze e la formazione delle competenze
  • accogliendo il patrimonio di esperienze e conoscenze personali del bambino;
  • valorizzando l’identità culturale come punto di partenza dell’educazione alla multiculturalità;
  • predisponendo percorsi d’apprendimento che favoriscono l’iniziativa, l’elaborazione personale e il piacere della scoperta;
  • mettendo a disposizione le risorse e l’attenzione necessarie per permettere a tutti i ragazzi il raggiungimento degli strumenti culturali di base.
4.Osservare e valutare il procedere degli apprendimenti nel contesto dello sviluppo globale del bambino
  • osservando il bambino nella concretezza del contesto scolastico, sotto il profilo dell’autonomia personale e cognitiva, dell’interesse, dell’impegno, della relazione, dei modi di gestione della frustrazione;
  • rivelando e valutando il procedere degli apprendimenti attraverso un’ampia gamma di strumenti e di occasioni, distribuiti nella quotidianità dell’attività didattica;
  • utilizzando l’osservazione e la valutazione non come espressione di giudizi statici, ma per il loro valore dinamico: da un lato offrono all’insegnante indicazioni preziose per riorganizzare dinamicamente il proprio intervento; dall’altro aiutano i ragazzi a percepire, sempre più consapevolmente, l’evolversi delle loro capacità.
 
L’Istituto Fiaba si avvale della collaborazione di docenti consapevoli del proprio ruolo educativo, aperti ad una continua promozione qualitativa nel superamento di conoscenze e competenze predefinite, dotati di capacità relazionale nei confronti di studenti, colleghi e dirigenti, per un interscambio che sfoci in partecipazione, aiuto e condivisione effettivi, nel rispetto di precise indicazioni didattico-metodologiche dello staff dirigente, molto presente e partecipe nel formare sia in ingresso che in itinere il personale della scuola. Docenti dunque capaci di tradurre il sapere in attività di apprendimento sensate per gli allievi; di applicare conoscenze psicologiche, sociologiche, antropologiche alle realtà diversificate degli alunni; di favorire lo sviluppo di identità, autonomia, competenza, intrecciando la dimensione cognitiva con quelle dell’essere e del sentire; di osservare, progettare, valutare, documentare in modo sistemico; di favorire integrazione-continuità tra i diversi soggetti che abitano la scuola e il territorio.
 

Continuità Educativa e Didattica
La centralità del bambino con le sue specifiche esigenze e potenzialità di sviluppo costituisce il perno attorno al quale nella scuola viene organizzato e attualizzato il principio della continuità educativa nella sua duplice dimensione, orizzontale e verticale.
 

Continuità Orizzontale: Rapporti Scuola-Famiglia
L’adesione, la collaborazione e la consapevolezza dei genitori sono fondamentali per la realizzazione del progetto educativo e per l’efficacia del lavoro dei docenti; il rapporto tra famiglia e scuola si costruisce sul principio di sussidiarietà e complementarità, per cui la famiglia è aiutata dalla scuola a svolgere il ruolo educativo che le compete ed al contempo è presente nel dare agli operatori scolastici input preziosi nella formulazione del progetto educativo, partecipa alla realizzazione operativa e costituisce un indispensabile strumento di verifica per l’autovalutazione.

Proprio in virtù del riconoscimento della famiglia come contesto educativo primario per il bambino, la scuola interagisce con la famiglia per la piena affermazione del bambino-persona:
  • illustrando ai genitori l’offerta formativa globale, gli interventi didattici, le strategie metodologiche;
  • favorendo un clima di dialogo e di confronto e sollecitando incontri occasionali e sistematici per uno scambio di informazioni;
  • richiedendo la collaborazione del padre e della madre al momento dell’inserimento per rendere meno traumatico il distacco;
  • sensibilizzando la famiglia alla condivisione di particolari momenti della vita scolastica quali ricorrenze e feste con il coinvolgimento di figure parentali diverse dai genitori;
  • considerando con rispetto le situazioni familiari difficili socialmente, culturalmente ed economicamente.
 
I tre momenti principali della continuità con la famiglia sono:

1. Assemblee con i genitori di ogni classe per la presentazione della programmazione educativa e didattica.

2. Colloqui individuali fra Insegnanti della classe e Genitori volti a:
  • realizzare un rapporto di fiducia reciproca tra Insegnanti e genitori;
  • conoscere la storia del bambino, la vita che conduce al di fuori della scuola, il clima educativo ed il contesto socio-culturale in cui è immerso;
  • portare il genitore a conoscenza del comportamento scolastico del bambino;
  • affrontare eventuali problemi cercando principalmente di armonizzare richieste ed atteggiamenti educativi verso il bambino da parte di casa e scuola.
3.Consiglio di interclasse con i rappresentanti dei genitori per:
  • formulare proposte di carattere educativo ed organizzativo;
  • approfondire la conoscenza della programmazione educativa e didattica.
 
Continuità Verticale: Raccordo educativo-didattico fra Scuola dell’Infanzia e Primaria
Al Fiaba è consuetudine progettare e realizzare esperienze di continuità che coinvolgono i bambini di entrambi gli ordini di scuola, in particolare il gruppo dei bambini di 5 anni della scuola dell’infanzia assieme ai bambini della prima classe della scuola primaria.

La continuità didattica verticale tra la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria viene attuata, nel nostro Istituto, principalmente attraverso due linee direttrici:

1. Realizzazione di esperienze comuni:
  • Visita dei bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia alla prima classe della scuola primaria, da attuarsi a fine anno per assistere ai profondi cambiamenti insiti in questo “passaggio”.
  • Saggio di Natale dei bambini della scuola primaria a cui assistono come spettatori i bambini della scuola dell’infanzia.
  • Settimana del Carnevale che vede l’organizzazione di attività ludiche a tema che coinvolgano le varie fasce di età, realizzate negli spazi comuni dell’Istituto con la partecipazione di tutti i bambini della scuola.
2. Passaggio di informazioni:
  • Scheda personale dell’alunno, per il passaggio di informazioni relativamente al profilo emotivo, affettivo sociale e cognitivo del bambino.
  • Lettura e analisi comune con tutte le Insegnanti dell’Istituto della programmazione didattica-educativa della scuola dell’infanzia.
  • Lettura e analisi comune con tutte le Insegnanti dell’Istituto della programmazione didattico-educativa della prima classe della scuola primaria.
  • Utilizzo di alcuni personaggi fantastici incontrati dai bambini nei campi di esperienza previsti nei nuovi orientamenti, nei primi mesi di scuola primaria.
  • Realizzazione da parte dei bambini di un album che raccolga i loro lavori più significativi svolti durante l’ultimo anno della scuola dell’infanzia da presentare alle nuove Insegnanti.
  • Incontri di verifica tra gli Insegnanti dei due segmenti di scuola relativi al processo e all’analisi di eventuali problemi didattici e pedagogici.
Istituto Fiaba Coop. Soc.
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